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Museo Archeologico di Napoli-Parte1Per avere informazioni su orari di apertura, costo del biglietto e mezzi di trasporto, leggi leggi la nostra pagina di introduzione al Museo Archeologico di Napoli.
Dal Salone della Meridiana alla Casa del FaunoIl Gran Salone della Meridiana prende il nome da una meridiana disegnata sul pavimento ed è una delle più famose aule coperte d'Europa. Fu edificata tra il 1612 e il 1615 per desiderio del vicerè don Pedro Fernando de Castro, Conte di Lemos, dall'architetto Giulio Cesare Fontana. Durante tutto il Seicento il Salone non fu mai completamente aperto al pubblico perché ancora incompleto. Carlo di Borbone nel 1734, poco dopo il suo arrivo a Napoli, incaricò l'architetto Giovan Antonio Mediano di ristrutturare e portare a termine l'edificio. Nel 1782 secondo il progetto dell'architetto romano Pompeo Schiantarelli furono restaurati lo Scalone ed il Salone: fu rinnovato il pavimento con mattoni verniciati ma quello attuale risale al XIX secolo ed è in marmo policromo, furono cambiati i vecchi armadi per i libri con scaffalature in noce decorate da cornici dorate e poste su due ordini. La volta fu abbellita da un meraviglioso affresco dell'artista napoletano Pietro Bardellino. L'opera glorificava le virtù di Ferdinando IV e di sua moglie Maria Carolina d'Austria come protettori delle arti: la Virtù celebra i due sovrani circondati dalla personificazione delle Scienze, delle Lettere, delle Arti, della Fede, della Giustizia, della Forza e della Verità. Questa metafora è completata da due motti "Regis virtutibus fondata felicitas", la felicità si basa sulle virtù del re, e "Lacent nisi pateant", le cose d'arte muoiono se non sono esposte al pubblico. Sulle pareti, tra le finestre del secondo ordine, erano poste diciotto tele che raffiguravano le gesta di Alessandro Farnese, condottiero ed eroe della controriforma nelle Fiandre. Nel Salone inoltre è esposto l'Atlante Farnese, una statua in marmo del II sec d. C. che ha sulla volta celeste, mantenuta dal Gigante, una delle più complete raffigurazioni antiche dello Zodiaco.
Collezione Napoli anticaLa collezione, inaugurata nel 1999 e posta al primo piano del Museo nelle sale CXVIII - CXX, documenta alcuni tra i più importanti reperti della Napoli greca e romana, dai materiali appartenenti al più antico insediamento greco di Partenope, a quelli riguardanti l'area di Neapolis, la "Città nuova", che si identifica con l'attuale centro storico.
NumismaticaIn questa sala sono raccolte le prime monete battute in Magna Grecia sino ad esemplari che risalgono all'epoca del Regno delle due Sicilie, giunte al Museo sia grazie all'acquisizione di collezioni private, come quella Farnese, Borgia e Santangelo, che grazie agli scavi effettuati nell'area vesuviana e nell'Italia meridionale. La sezione è costituita da sei sale. Nella prima sala è ripercorsa la storia degli studi numismatici dalle origini. Nelle altre sale si narra, attraverso un percorso cronologico e topografico, della storia economica, politica e sociale del Mezzogiorno d'Italia e della Sicilia. Ogni vetrina presente nella sala espone un gran numero di monete di ciascuna zecca delle quali si mette in vista sia il diritto che il rovescio usando due esemplari della stessa serie. La moneta più celebre dell'intera collezione è probabilmente il medaglione aureo di Augusto, ma di rilievo sono anche le tavolette cerate originarie dell'archivio di Cecilio Giocondo. Continuando il percorso si attraversano sale dedicate alle monete della fine dell'Impero, dell'epoca delle invasioni barbariche, del regno di Federico II, del Medioevo e dell'Età moderna. L'esposizione infine si concentra su Napoli, sede di diverse zecche. L'ultima sala ospita dei medaglioni, grosse monete che non avevano corso ed erano battute soltanto per rendere omaggio ad un personaggio o a un avvenimento storico.
Affreschi da PompeiLa sezione dedicata agli affreschi di Pompei include le pitture che vennero staccate dal sito dalla metà del XVIII secolo fino a tutto il XIX. Avori, ossi, terracotte, invetriate Questa collezione comprende circa tremila esemplari, di tarda età ellenistica fino al 79 d. C., tra oggetti in avorio ed osso, quasi esclusivamente di origine vesuviana, in particolare provenienti da Pompei e solo in piccola parte da Ercolano. Gli oggetti esposti comprendono delle tessere, targhette rettangolari o diversamente raffigurate con inciso a volte un nome ed un numero, altre volte anche solo un numero, usate come pedine da gioco. In osso e raramente in avorio sono i dadi da gioco e gli astragali ricavati dall'omonimo osso di alcuni animali e impiegati in un gioco simile a quello dei dadi, già noto nel mondo greco. In questa stessa sala sono esibiti anche alcuni oggetti in terracotta invetriata, creati con una tecnica molto antica, che si caratterizzano per la composizione chimica del rivestimento, in invetriatura alcalina ed a vernice piombifera.
Casa del FaunoI mosaici della Causa del Fauno, rinvenuti a Pompei tra il 1830 e il 1832, costituiscono uno tra i più importanti complessi di opere musive dell'antichità. Questa grande abitazione aristocratica, della seconda metà del II sec. a.C., ci ha riconsegnato una vera e propria galleria di quadri ellenistici in pietra, tra i quali il Mosaico di Alessandro, uno tra i più celebri dell'antichità, copia di una famosa pittura ellenistica, che rappresenta una battaglia tra Alessandro Magno a cavallo e Dario III in fuga sul suo carro. Di notevole interesse è anche l'esposizione del cosiddetto "Fauno danzante", una raffinata statuetta in bronzo, adoperata per decorare l'impluvium dell'atrio. Nelle due vetrine poste in un'altra sala si possono ammirare alcune oreficerie della Casa del Fauno, tra cui una coppia di bracciali in oro a corpo di serpente, e delle suppellettili, tra le quali un braciere ed uno scaldavivande in bronzo. |
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