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Napoli, Palazzo Reale

 

Costruito per un re che non è mai arrivato

Questo imponente palazzo fu innalzato a partire dal 1600 per la vera capitale dell'Impero spagnolo: Napoli. Reggia solenne e grandiosa, proprio come dicono le targhe marmoree poste sulla facciata, "grandissima, ricca e maestosa", fu inizialmente fino al 1707 la dimora dei Vicerè spagnoli e austriaci fino al 1734,

successivamente dei Borbone fino al 1860 e infine dei Savoia fino al 1946. Questo palazzo è stato il fulcro del potere di Napoli ma anche il centro degli avvenimenti storici di tutto il Mezzogiorno per quasi quattro secoli.

 

Palazzo Reale: storia di un posto letto

Sul finire del XVI secolo una notizia giunta a Napoli dalla Spagna creò scompiglio fra sudditi e governanti: il re Filippo III aveva deciso finalmente di fare visita alla capitale del viceregno. Filippo III era praticamente il monarca con più potere sulla faccia della Terra in quel periodo e la sua visita, si sapeva, avrebbe certamente portato lustro e prestigio alla città di Napoli. L'intenzione era chiaramente quella di dare la giusta gloria e il meritato onore al monarca in arrivo, ma il vicerè Fernando Ruiz de Castro cominciò a porsi una domanda molto sensata: " Come posso programmare festeggiamenti e balli quando non so ancora dove far alloggiare il monarca?" Napoli non disponeva di una Reggia, i sovrani vivevano tra le mura di castelli fortificati e sebbene a metà Cinquecento Pedro de Toledo aveva fatto edificare un palazzo vicereale nel quale era stato ospitato Carlo V, gli architetti l'avevano strutturato come fosse una fortezza dagli ambienti stretti e bui. Il grande monarca non poteva certo arrivare nella città del sole e del mare e alloggiare in un posto squallido e triste, quindi dopo tanti crucci il conte di Lemos optò per l'unica soluzione possibile: costruire una Reggia. Questo oneroso compito fu affidato nel 1600 a Domenico Fontana e nel 1602 la Reggia, anche se non ancora definita nei dettagli, era già pronta. La beffa però consiste nel fatto che Filippo III, dal carattere volubile e abulico, decise di disdire la visita. In questo caso però la beffa non era preceduta da un danno perchè, così quasi per caso, era nato il bellissimo e imponente Palazzo Reale.

 

La concordia si affaccia sui balconi del Palazzo

Nel luglio del 1647 il cancello della Reggia si apre ad una carrozza di corte trainata da sei cavalli e accompagnata da alabardieri e valletti; al suo interno vi sono il ventisettenne Masaniello e la sua ventitreenne compagna Bernardina Pisa che attendono di

essere ricevuti dal duca e dalla duchessa D'Arcos. Masaniello, capo della rivolta popolare scoppiata da 11 giorni, quando si trova al cospetto dei piedi del vicerè, chinatosi per baciarglieli, sviene tanta è la sua emozione. Una volta ripresosi si affacciò al balcone insieme al vicerè, gli baciò i piedi davanti a tutta la folla e chiese a tutti i presenti di prestargli obbedienza e di supplicare il suo perdono.

 

La struttura del Palazzo

Originariamente l'edificio aveva un corpo quadrato che si estese grazie al "Braccio Nuovo", una struttura che si sporge sul Maschio Angioino voluto da Carlo di Borbone. A causa di un incendio nel 1837, Ferdinando II di Borbone diede disposizione di importanti lavori di ristrutturazione del Palazzo. I restauri effettuati tra il 1838 e il 1858 , furono sotto la guida dell'architetto Gaetano Genovese che riuscì ad ingrandire e sistemare l'antica fabbrica senza cambiarla del tutto. I lavori di ammodernamento le diedero uno stile architettonico armonico e coerente, tenendo in considerazione i canoni della simmetria e i ritmi del Fontana. Nel corso di questi anni nacque "l'Ala delle Feste" che attualmente ospita la Biblioteca Nazionale e una nuova facciata che protende verso il mare dominata da una svelta torretta-belvedere centrale. Sul versante di Piazza Trieste e Trento fu eliminato il Palazzo Vecchio di don Pedro di Toledo e al suo posto edificata una nuova piccola facciata ad angelo con il Teatro S. Carlo. La lunghissima facciata manierista di quasi 170 metri è completamente ad opera del Fontana. Le arcate che si trovano al piano terra erano in origine tutte aperte, ma successivamente fu commissionato al Vanvitelli di chiuderne otto per esigenze di stabilità strutturali. Verso la fine dell'800 enormi statue di Re di Napoli, i primi delle rispettive dinastie, occuparono le corrispondenti nicchie esterne: Ruggero il Normanno, Federico II di Svevia, Carlo I d'Angiò, Alfonso I d'Aragona, Carlo V d'Asburgo, Carlo III di Borbone, Gioacchino Murat, Vittorio Emanuele II di Savoia. Grazie ai restauri dell'800 furono aggiunte alle due estremità della facciata, due arcate cieche sulla cui sommità vi è una terrazza.

Appena si accede nel palazzo, si entra nel Cortile d'Onore che chiaramente è di stampo fontaniano. Di fronte al Cortile vi è una fontana ottocentesca con una statua della Fortuna. A sinistra ci si dirige verso i Giardini Reali e a destra si và verso il Cortile delle Carrozze ed il Cortile del Belvedere.

 

L'appartamento reale

Questo appartamento comprende le stanze reali al Piano nobile che sono rimaste uguali nell'aspetto, con lo stesso arredo, così come erano nell'antichità. Questo gruppo di stanze prende il nome di "Grande Appartamento di Etichetta" ed è stato voluto da Ferdinando II di Borbone. Intorno al 1980 alcune stanze furono adibite come gallerie di opere d'arte. A causa delle guerre non ci sono giunte le stanze e gli arredi di uso più frequente come le cucine, i bagni; anche i parati borbonici andarono persi e furono riprodotti nei primi anni cinquanta sugli stessi telai antichi dalle Sartorie borboniche della fabbrica di San Leucio, vicino Caserta.

 

Cappella Reale

Nel seicento e nel settecento la Cappella Reale è stata il fulcro della vita musicale di Napoli. Edificata intorno al 1640, fu dedicata all'Assunta. All'interno della Cappella spicca il pregiato altare barocco ad opera di Dionisio Lazzari, trasportato qui da Murat. Questo altare, pomposo e adornato con agate, lapislazzuli, ametiste e diaspri, è stato costruito nel 1674 per la Chiesa di S. Teresa agli Studi e nel 1691 è stato arricchito con delle porte laterali. Attualmente la Cappella è adoperata come museo al cui interno vi sono diverse importanti opere: un Cristo risorto in bronzo dorato ricondotto al Vinaccia, San Michele che sconfigge i demoni, in alabastro, attribuito ad uno sconosciuto artigiano trapanese, due bassorilievi di bronzo e agata che ritraggono i santi borbonici Ferdinando di Castiglia e Francesco di Paola ad opera di Francesco Righetti. Di recente vi è esibito il Presepio del Banco di Napoli.

 

Segue: Informazioni per la visita di Palazzo Reale

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