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Roma, Castel Sant'AngeloUna visita guidata alla fortezza di RomaPer facilitare la visita del Castello proponiamo un itinerario che si sviluppa su sei livelli.
Primo livello di Castel Sant'AngeloIl primo luogo in cui ci si imbatte dopo l'ingresso in Castel Sant'Angelo è un piccolo cortile, il cortile del Salvatore, il cui nome ha origine dal busto marmoreo ritraente il Cristo che risale al XV secolo, precedentemente inserito nell'arco della facciata interna. Vi è poi l'ambulacro di Bonifacio IX che è costituito dal corridoio circolare a cielo aperto che si trova tra la base del cilindro e la cinta muraria quadrangolare, ricavato dallo smantellamento del soffitto delle celle radiali che si appoggiavano alla base del cilindro e i cui setti radiali sono ancora riconoscibili. Il progetto fu ideato da Niccolò Lamberti e oggi qui vi si trovano alcuni frammenti della decorazione scultorea sepolcrale e pontificia. Dall'ambulacro ci si immette su un grande spiazzo, il cortile delle fucilazioni, dove avvenivano le esecuzioni dei condannati. Su questo cortile si affaccia la Cappella del Crocifisso in cui i condannati si recavano prima di essere giustiziati. Oggi ospita il bookshop del Museo. Successivamente tramite una grande arcata in asse con l'ingresso del castello, percorrendo i gradini di una moderna scala in ferro, si entra al livello originario del mausoleo di Adriano. Da qui si apre un ampio corridoio che dopo circa 12 metri introduce in un atrio quadrato, l'atrio romano, in precedenza ricoperto di lastre di marmo giallo. Qui sul muro in fondo c'è una grande abside semicircolare che originariamente conteneva una enorme statua dell'imperatore Adriano. Sul lato vicino alla nicchia si immette la tipica rampa elicoidale che porta al livello superiore.
Secondo livelloLa rampa elicoidale è improvvisamente interrotta da un muro massiccio fatto sollevare da Niccolò Lamberti per isolare maggiormente la fortezza. Proprio in questo punto si apre una rampa diametrale che passa per la Sala delle Urne, il fulcro del sepolcro romano. Questo luogo ha pianta quadrata e tre dei suoi lati sono scavati da quadrangolari nicchie profonde ad arco che dovevano ospitare le urne con le ceneri di Adriano, di sua moglie Sabina e del loro figlio Elio Cesare. Successivamente vi è il parlatoio attualmente in allestimento. Tramite questo grande ambiente ci si dirige verso un corridoio semicircolare sul quale si aprono tre celle piccolissime illuminate appena dalla luce che penetra dalle strette inferriate sul cortile. Seguono altre due carceri, in una di queste fu incarcerato Benvenuto Cellini. Vicino alle prigioni ci sono alcuni locali che testimoniano i vari modi in cui si sfruttava il Castello; qui si aprono due grandi stanze destinate ad ospitare 83 giare per la conservazione dell'olio usato sia come risorsa alimentare che, bollente, come arma bellica. Ancora oltre ci sono cinque fosse circolari scavate nel 1502 durante il pontificato di Alessandro VI e impiegate come silos per la conservazione del grano e dei cereali, risorse essenziali per la fortezza durante l'assedio dei nemici.
Terzo livelloPassando per l'ultimo tratto della rampa diametrale si accede in un cortile a pianta quadrata che è stato chiamato in vari modi nel corso dei secoli: "cortile d'onore", "cortile della campana" e "cortile delle fucilazioni". Oggi è famoso come "Cortile dell'Angelo" da quando al suo interno è stata collocata la statua dell'Arcangelo Michele che fino al 1747 era posta sulla sommità dell'edificio. La prima porta che si dischiude sul lato orientale del cortile dell'Angelo conduce in due ambienti che originariamente facevano parte della serie di appartamenti fatti costruire da papa Clemente VIII, il cui stemma è presente sul soffitto della prima stanza. Successivamente vi è la Sala della Giustizia in cui si sono sostenuti numerosi processi conclusi spesso con inappellabili sentenze di morte. Sono stati condannati in questa sala, tra gli altri, i due umanisti Pomponio Leto e Platina, la sfortunata Beatrice Cenci e il filosofo Giordano Bruno. Uno dei due accessi della Sala della Giustizia si affaccia su una grande corte quadrangolare che è stata chiamata in diversi modi: Cortile del Pozzo, Cortile dell'Olio, Cortile del Teatro. Molte fonti cinquecentesche ritengono che ci fosse un giardino pensile all'interno del cortile che faceva parte del sontuoso appartamento fatto edificare da Alessandro VI. Accessibile da questo cortile è il piccolo cortiletto di Leone X costruito nel 1514, all'interno del quale vi è un delizioso giardino all'italiana. La Sala di Apollo invece fa parte del magnifico appartamento principesco che papa Paolo III fece costruire nel Castello a partire dal 1534. Il nome di questa sala è dovuto al ciclo di affreschi della volta, ad opera di Perin del Vaga, che rappresentano episodi del mito di Apollo. Il pavimento in cotto della Sala presenta molteplici aperture di cui una in particolare, è un pozzetto profondo 9 metri che potrebbe essere stato sia un gabinetto che una botola-trabocchetto per liberarsi velocemente dagli ospiti non graditi. La prima parte della Cappella dei SS. Cosma e Damiano fu costruita per volere di Eugenio IV e in un secondo momento fu collegata agli appartamenti pontifici durante i lavori commissionati dal papa Niccolò V intorno al 1450. Leone X si occupò della ristrutturazione della semplice aula unica, affidando a Michelangelo la facciata laterale della cappella. L'interno del posto, molto sobrio e lineare, è il risultato di un restauro compiuto tra il 1734 e il 1735 nel corso del pontificato di Clemente XII. Le Sale di Clemente VII prendono il nome dal pontefice che trovò rifugio in questa ala del Castello nel corso del Sacco di Roma e del successivo assedio della fortezza da parte dei Lanzichenecchi. Nella prima sala è ben visibile lo stemma di papa Medici al centro del soffitto, mentre nella seconda sala vi sono le insegne di papa Innocenzo X.
Quarto livelloil cosiddetto Giretto Coperto è stato fatto costruire da papa Pio IV tra il 1555 ed il 1559 con la copertura parziale dell'antico camminamento di ronda di Alessandro VI. In questo posto c'è la Galleria Archeologica del Castello che accoglie in sé frammenti di decorazioni architettoniche e le sculture che nel corso del tempo hanno adornato l'edificio. Lungo il Giretto Coperto si aprono le Stanzette di Pio IV, piccoli ambienti che erano dapprima sale di servizio per l'artiglieria e successivamente "lussuose" celle per prigionieri di prestigio. Successivamente vi è la Loggia di Giulio II che fu realizzata da Giuliano da Sangallo nel 1505 con lo scopo di aggraziare la mole imponente del Castello. In posizione speculare a questa loggia vi è quella di Paolo III. Il Giretto Scoperto invece è costituito da quel tratto di mura perimetrali fatto erigere da papa Alessandro VII nel 1657 per chiudere l'emiciclo occidentale dell'edificio. Sul giretto si aprono quattro ambenti in cui vi è la raccolta di armi storiche del castello. La Sala Paolina è di sicuro il luogo più importante degli appartamenti farnesiani e dell'intero Castello deputato all'accoglienza di ambasciatori e visitatori illustri con il suo salone d'onore maestoso e imponente. Da questa Sala si accede a due ambienti piccoli che probabilmente erano appartamenti privati del pontefice. Il più grande fra questi è la Sala di Perseo sul cui soffitto vi è appunto l'effige dell'eroe greco, mentre il suo mito si dispiega lungo le pareti in sei doppi e tripli episodi. Collegata alla sala di Perseo vi è quella di Amore e Psiche che costituisce il secondo ambiente che componeva l'appartamento privato di Paolo III.
Quinto livelloLa Sala del Tesoro si erige sulle sottostanti Sale della Giustizia e delle Urne e come, altre sale, è stata adoperata come carcere. Il settore settentrionale degli appartamenti papali fatti costruire da Paolo III Farnese è occupato dalla Sala della Biblioteca che ostenta un articolato apparato decorativo, il cui tema principale è sempre quello del parallelismo tra l'imperatore Adriano e papa Paolo III. La Biblioteca è collegata alla Sala dell' Adrianeo di cui non si conosce l'originaria funzionalità. La Sala dei Festoni è vicina a quella dell'Adrianeo e prende il nome dal fregio decorativo posto sulle pareti. Al centro del soffitto vi è l'immagine di un unicorno, simbolo dei Farnese, famiglia di origine di Paolo III. Il secondo piano della Loggia di Paolo III è costituito dal triplice ambiente della Cagliostra destinato a diventare prigione di lusso; il suo nome infatti lo si deve ad un ospite di prestigio, il Conte di Cagliostro. Il Corridoio Pompeiano dallo stile raffinato e con le sue preziose grottesche affrescate, collega la Biblioteca e la Sala di Apollo. Al di sopra della Loggia di Giulio II e scomposto in diversi ambienti vi è l'Appartamento del Castellano costruito nei primi anni del XVIII secolo da Zenobio Savelli; attualmente chiuso al pubblico.
Sesto livelloLa Terrazza dell'Angelo è padroneggiata dalla statua bronzea dell'angelo fusa nel 1752 da Peter Anton van Verschaffelt. In alto a sinistra vi è la cosiddetta campana "dei condannati" e "della misericordia" il cui funereo rintocco proclamava le esecuzioni capitali. Proprio questa terrazza funge da sfondo all'epilogo di uno dei drammi più celebri di Giacomo Puccini, la Tosca, nel corso della quale la protagonista si getta dagli spalti dopo aver ucciso il capo della polizia Scarpia ed aver presenziato alla fucilazione del suo amante Cavaradossi. La Sala della Rotonda ospita alcuni frammenti dell'angelo bronzeo di Verschaffelt che non sono stati utilizzati dopo il restauro, e una statua di San Michele in legno dorato ad opera di Bracci. La Sala delle Colonne e le due Sale delle Bandiere sono le tre stanze realizzate sotto il pontificato di Benedetto XIV per rendere più ampio l'Archivio. I luoghi sono stati restaurati nel 1926 da Duilio Cambellotti e per volere di Mariano Borgatti sono custodite qui le bandiere dei reggimenti di fanteria dell'esercito italiano.
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