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Roma, Fori imperiali

 

Via dei Fori Imperiali

Via dei Fori Imperiali divide in due il lascito archeologico più importante di Roma e del mondo: i fori romani, il centro della vita culturale, politica ed economica dell'Antica Roma. Il progetto di eliminare questa strada per far riemergere il resto dei Fori Imperiali è in cantiere da molti anni ma non è mai partito. Inaugurata per il decennale della marcia su Roma e finita per il Natale dell'Urbe del 1933, Via dei Fori Imperiali è aperta solo alle auto pubbliche e agli autorizzati, ma resta comunque uno degli assi viari a cui Roma non può rinunciare.

 

I Fori Imperiali e i mercati di Traiano

Questo imponente complesso, iniziato nel 107 ma completato sotto Adriano, fu progettato da Apollodoro di Damasco, considerato dagli antichi l'ottava meraviglia del mondo, è ormai uno tra i luoghi preferiti dall'alta moda romana per le sfilate estive. La visita comincia dai mercati, le cui contrattazioni avvenivano nella grande aula; i residui architettonici e statuari posizionati nelle sei tabernae che vi si aprono sono il primo nucleo del progettato Museo dei Fori imperiali. Dall'aula una scala porta alla via Biberatica, chiamata così probabilmente per le tabernae di bevande posizionate lungo il corso, e all'emiciclo dei mercati, da dove è possibile avere una particolare visione d'insieme dell'intero complesso. Tramite un passaggio sotto via Alessandrina si arriva nel foro, dove c'era la Biblioteca greca e quella romana, il monumentale tempio di Traiano e la basilica Ulpia, la più grande e ricca di Roma. I mercati, costruiti in laterizio, erano organizzati secondo dei livelli sovrapposti e avevano funzioni commerciali e pubbliche. I Fori Imperiali non si presentano solo come un'estensione dell'antico Foro, ma come un nuovo disegno urbanistico per il centro della città di Roma. Spinti dall'aumento della popolazione e dalla volontà di creare delle strutture competitive nei confronti delle capitali ellenistiche, prima Cesare, poi Augusto, Vespasiano, Nerva e infine Traiano costituirono gradualmente un grande complesso monumentale, espropriando e abbattendo le molte abitazioni che occupavano quest'area. Di questo complesso oggi restano la Colonna Traiana, la Basilica Ulpia, i Mercati Traianei e il Tempio di Marte Ultore. Tutto il resto è stato cancellato dalle devastazioni di epoca fascista che portarono alla costruzione del grande viale dedicato ai Fori Imperiali.

 

Foro di Augusto

Questo foro, che prende come modello la pianta dell'analoga struttura di Cesare, è stato riportato in luce nel 1924-32 ma non completamente: solo la parte a ridosso dei mercati di Traiano, mentre la parte nascosta da via Alessandrina e dalle aiuole è dal 1999 in coso di scavo. Il Foro è stato inaugurato nel 2 a. C. e al suo centro vi era il Tempio di Marte Ultore, sede di diverse riunioni del Senato legate a guerre o trionfi, in relazione al carattere bellico del dio; internamente alla

cella si conservavano le insegne militari recuperate in guerra o restituite da popolazioni ormai pacifiche. Recandosi sul podio di questo Tempio, approfittando della particolare luce di mezzogiorno, è possibile cogliere, su un lastrone marmoreo lungo il lato nord del podio, un curioso graffito raffigurante una scena erotica Il portico settentrionale di questo foro termina nell'Aula del Colosso, un ambiente ricchissimo di opere d'arte molto pregiate. Qui è stata ricostruita solo in parte una mano colossale il cui dorso e la parte della dita misurano circa 145 metri. Tutta la statua in onore probabilmente di Augusto, doveva essere alta 11-12 metri. Un'abside accoglieva le statue di Marte, Venere e forse del Divo Giulio. I monumentali colonnati accoglievano le statue dei summi viri della Republica, nelle esedre c'erano quelle di Enea, di Romolo e della dinastia Giulio-Claudia.

 

Foro di Nerva

Non c'era molto spazio per innalzare un grande foro e così Nerva dovette accontentarsi dello stretto passaggio tra la Suburra e il Foro Romano. In questo foro del 97 voluto da Domiziano e successivamente dedicato a Nerva, si trovava il Tempio di Minerva, da qui infatti il nome di “forum Minervae” o “Palladium”, di cui rimangono, oltre alle cosiddette Colonnacce che avevano il ruolo di portico, anche parte del podio e dell'attico con fregio a bassorilievo che esse sostengono. Il Tempio di Minerva è sopravvissuto in buono stato di conservazione fino al 1606 quando venne fatto abbattere da Papa V per il riutilizzo del suo materiale nella Fontana dell'Acqua Paolo sul Gianicolo. Grazie a degli scavi iniziati nel 1995, stanno venendo alla luce altre strutture sul lato di via dei Fori Imperiali contigua al Foro Romano.

 

Foro di Cesare

Fu il primo dei Fori Imperiali ad essere innalzato, a partire dal 54 a. C., come estensione dell'antico Foro Romano ormai non più adeguato per lo svolgimento delle sue funzioni di centro monumentale e amministrativo. Il Foro di Cesare era infatti un luogo di incontri per le trattative di pubblici affari e non solo. L'interno della cella del tempio aveva in qualche modo anche la funzione di museo poiché vi erano raccolte varie opere di artisti celebri: la stessa statua di culto era una Venere scolpita da Arkesilaos, famoso artista del tempo di Cesare. Questo foro era costituito da una piazza di forma rettangolarecon un colonnato aperto verso sud-est immetteva in una grande latrina semicircolare di epoca traianea, ritenuta la più grande del mondo antico. Questa latrina presentava un vespaio sottostante il pavimento con suspensurae, ovvero pilastri di mattoncini, per l'immissione delle fognature. Le pareti erano rivestite di marmo per un arredamento complessivo che potremmo definire elegante, nonostante la sua umile funzione. Nel fondo della piazza vi era il Tempio di Venere Genitrice, con otto colonne sulla fronte e nove sui lati lunghi, nessuna invece sul lato di fondo.

 

Foro di Traiano

In questo foro inaugurato nel 112 d. C. si trovano i resti della Basilica Ulpia, la più grande dell'antica Roma di cui resta parte della splendida pavimentazione in marmi colorati, e della famosa colonna di Traiano, innalzata tra il 107 e il 113 per ricordare l'altezza del colle prima del taglio. Commemora Traiano nel corso delle difficilissime guerre daciche, col cui bottino furono sovvenzionati i lavori del Foro. Il fusto è alto 30 metri ed è tutto scolpito con un magnifico bassorilievo spiraliforme raffigurante più di duemilacinquecento figure. Nella rappresentazione degli orrori della guerra, nei ritratti dei Daci vinti, nelle donne in fuga con i figli, l'artista sconosciuto di questo bassorilievo, riesce ad infondere un pathos senza precendenti negli occhi di chi guarda. All'interno della Colonna vi è una scala

a chiocciola che porta dal basamento, dove fu sepolto Traiano, alla sommità, dove la sua statua fu rimpiazzata da quella di San Pietro. Il Foro di Traiano era usato come maestoso spazio di rappresentanza per cerimonie pubbliche: qui Adriano nel 118 d. C. bruciò in pubblico nelle piazze le tavole con i debiti dei cittadini verso il fisco. In tarda epoca poi le esedre dietro i portici laterali accoglievano letture di poeti e conferenze. Tutta la decorazione scultorea dei vari edifici del Foro trasmetteva il messaggio persuasivo di Traiano: la gloria di un esercito vittorioso e la pace raggiunta dopo il buon esito.

 

Foro della Pace

Il complesso dei Fori Imperiali era chiuso idealmente verso sud-est dal Foro della Pace, costruito secondo il volere di Vespasiano nel 71 a. C. e designato inizialmente a racchiudere il bottino proveniente dalle guerre giudaiche oltre che diversi capolavori dell'arte greca. Sul fondo del foro si apriva un tempio che si espandeva sino alla collina della Velia, distrutta negli anni trenta. Il tempio era composto da una grande aula absidata che si apriva come un'esedra sul fondo del portico, nella sua abside era conservata la statua di culto. Una fila di colonne differenziava il portico dal tempio e un grande frammento in marmo africano di una di esse è ancora individuabile nell'aiuola davanti all'attuale ingresso del Foro Romano. All'interno del Foro vi era anche una Biblioteca la cui planimetria ricorda quella di Adriano ad Atene. Questo Foro si crede che fosse destinato ad una funzione di rappresentanza culturale.

 

Informazioni per la visita

Visita ai Mercati di Traiano e ai Musei dei Fori Imperiali

Orari di apertura: martedì - domenica 9.00-19.00 (la biglietteria chiude un'ora prima), 24 dicembre e 31 dicembre 9.00 - 14.00 Giorni di chiusura: tutti i lunedì, 1 Gennaio, 1 Maggio, 25 Dicembre.

Costo del biglietto: intero € 6,50, ridotto € 4,50. In occasione di eventi culturali il prezzo del biglietto può subire variazioni.

Come arrivare: Metropolitana linea A fermata Colosseo.

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