viaggio in Toscana
La guida turistica on-line per
la tua vacanza in Europa
iscriviti alla newsletter

Sei qui > Europa > Italia > Toscana > Firenze > Musei degli Uffizi > Sale da 1 a 7

 
 

Ricerca con Google

Google

Firenze, Museo degli Uffizi, Sale 1-7

 

Da Roma antica al primo Rinascimento

 

Sala 1 - Archeologica

La sala venne creata nel 1921, con opere provenienti da Roma, come le tre statue romane copie dell'opera greca del I secolo a.C., il "Doriforo di Policleto": una in bronzo, una in marmo e l'ultima in basalto verde, raffigurante il "Torso del Doriforo".

Interessante è anche un "Busto di Cicerone" in onice e "Il Torso Gaddi" forse un originale greco del I secolo a.C.

 

Sala 2 - del Duecento e di Giotto

Questa sala, ricavata dall'antico teatro mediceo, fu allestita nel 1956 dagli architetti Michelucci, Scarpa e Gardella, che la coprirono con un soffitto a capriate, su imitazione delle chiese medievali. La sala espone dipinti riguardanti gli inizi della pittura toscana, con la tecnica della tempera su tavola con fondo oro, come le tavole con i due Crocifissi: uno col "Cristo trionfante", di iconografia bizantina e l'altro, il "N. 434", con l'immagine del Cristo sofferente. Sempre nella seconda sala, sono presenti anche le opere principali che hanno segnato l'orientamento della pittura toscana fra '200 e '300, ovvero le tre pale cuspidate di Cimabue, Duccio di Buoninsegna e Giotto, dipinte con lo stesso soggetto e chiamate "Maestà", proprio perché raffigurano tutte la "Madonna in trono col Bambino". In quella di Cimabue, del 1280, spiccano il volume e il rilievo plastico della figura, conservando comunque molti caratteri della pittura bizantina. Nella pala di Duccio, detta la "Madonna Rucellai" del 1285, risalta una figura più aggraziata e maggiormente influenzata sia dalla pittura gotica che dalla tradizione orientale; La Maestà di Giotto, chiamata anche "Maestà di Ognissanti" del 1310, si trova al centro della sala ed è caratterizzata da un forte chiaroscuro e dalla volumetria dei corpi, che hanno costituito i punti di partenza per lo sviluppo dell'arte italiana.

 

Sala 3 - del Trecento senese

Nella terza sala degli Uffizi sono esposti i preziosi capolavori senesi del Trecento, tra cui spiccano le due celebri pale provenienti dal Duomo di Siena, che costituiscono i primi esempi di soggetti da altare con episodi evangelici, invece di un'icona da venerare. Esse sono

"l'Annunciazione" di Simone Martini e Lippo Memmi, dall'eleganza lineare e mistica tipica della scuola gotica senese e la "Presentazione al Tempio" di Ambrogio Lorenzetti, che combina elementi giotteschi e della tradizione senese, con il gusto per il colore. Dei fratelli Lorenzetti sono anche esposte altre opere: la "Madonna con i Santi Nicola e Procolo" di Ambrogio e la "Pala della Beata Umiltà", di Pietro, che nei suoi pannelli dedicati alla Beata, illustra anche numerosi aspetti della vita nel medioevo.

 

Sala 4 - del Trecento fiorentino

La sala, dedicata alla pittura fiorentina del Trecento influenzata da Giotto e dalla sua bottega, è ricca di polittici spesso incompleti o privi delle cornici e di altri dipinti più piccoli. Come la "tavola con Santa Cecilia", dell'anonimo collaboratore di Giotto, che proprio da quest'opera prese il nome, Maestro della Santa Cecilia. Oppure le altre opere di ispirazione giottesca, come quelle di Pacino di Buonaguida, Jacopo del Casentino, Bernardo Daddi, Taddeo Gaddi con la sua "Madonna col Bambino e sante" e Andrea Orcagna con il "trittico con San Matteo e storie della sua vita". Da Giotto si allontana solo Giottino, con la sua "Pietà di San Remigio", nella quale introduce caratteri più moderni, figure maggiormente espressive e colori leggermente variati. Dell'artista lombardo Giovanni da Milano, invece, è il "Polittico di Ognissanti", ricco di elementi preziosi tipici del gotico internazionale.

 

Sala 5 e 6 - del Gotico internazionale

Questa sala è caratterizzata da opere di artisti provenienti da diverse regioni italiane, che illustrano l'arte figurativa dei primi del Quattrocento, il Gotico internazionale. Appartengono al pittore Gentile da Fabriano due delle opere più famose dell'esposizione, l'"Adorazione dei Magi" e "Quattro Santi dal Polittico Quaratesi", che rivelano l'influenza del nascente rinascimento fiorentino. Ma anche le due opere di Lorenzo Monaco bene esprimono le tendenze dell'arte fiorentina all'inizio del XV secolo,

caratterizzata dalle lunghe e sinuose figure e dai colori freddi e cangianti, come l'"Incoronazione della Vergine", dipinta nel 1414 per la chiesa di Santa Maria degli Angeli e l'"Adorazione dei Magi" dalle sfumature forti e brillanti. Attribuita al Beato Angelico è la "Tebaide", una tavola sulla vita eremitica, mentre la "Madonna dell'Umiltà" è attribuita a Masolino. Oltre a quelle fiorentine sono qui presenti altre opere del senese Giovanni di Paolo, del veneziano Jacopo Bellini e del fiorentino trapiantato in Spagna Gherardo Starnina.

 

Sala 7 - del primo Rinascimento

Questa sala è dedicata ai primi artisti rinascimentali italiani, raccogliendone le sue opere più emblematiche, tutte espressione della nuova cultura dell'Umanesimo, della riscoperta dell'antico e della ricerca di una prospettiva definita. Spiccano infatti, i capolavori del Masaccio, come la "Madonna con bambino e Sant'Anna" del 1424, realizzata con Masolino da Panicale, che esprime una nuova umanità, più austera e solenne, cosa che si evince chiaramente anche nella "Vergine", sempre di Masaccio, dipinta con una corporatura non più gotica, ma già tipica della cultura dell'Umanesimo. Un'originale interpretazione della prospettiva fu invece introdotta da Paolo Uccello, come dimostra la grande tavola della "Battaglia di San Romano", parte di un trittico che decorava la camera di Lorenzo il Magnifico nel Palazzo Medici e oggi diviso tra la National Gallery di Londra, il Louvre di Parigi e appunto, gli Uffizi. Qui la battaglia che appare al primo impatto caotica, in realtà è già inquadrata dalla tecnica della prospettiva che ha permesso di disporre razionalmente tutti gli elementi dell'opera, facendone un singolare capolavoro denso di sentimento fiabesco. Beato Angelico fu uno dei primi artisti a recepire la nuova sensibilità, come qui testimonia la sua "Incoronazione della Vergine" del 1435, che, seppur ancora circondata dallo sfondo oro tipicamente medievale, trasmette una sensazione di prospettiva più razionale. Mentre, originale è la "Pala di Santa Lucia de' Magnoli" del 1445, di Domenico Veneziano, nel nuovo formato rettangolare e per la prima volta senza il fondo oro della tradizione medievale, ma con le figure sacre immerse in una chiara luce naturale e mattutina. Infine, l'esaltazione dell'uomo celebrato attraverso le sue virtù, è fortissima nel "ritratto dei Duchi d'Urbino" di Piero della Francesca, del 1465, in cui il realismo presente nei dettagli e nei particolari delle figure, si mescola alle effigi dei duchi, ai paesaggi e alla prospettiva.

Il Blog di Viaggio in Europa

Per avere notizie fresche su mostre, fiere, manifestazioni in tutta Europa visitate il nostro Blog

 
Notizie fresche per chi ama viaggiare, ora on-line
consultalo qui
copia il
feed atom qui

Aggiungi Viaggioineuropa ai
tuoi preferiti qui
La newsletter di VIAGGIOINEUROPA.IT: tutte le informazioni per viaggiare direttamente sulla tua e-mail

Iscriviti alla newsletter di Viaggio in Europa - Inviaci il tuo diario di Viaggio

Segnala questa pagina ad un amico:
viaggio in toscana

Viaggio in Europa: la Guida turistica on-line che ti dà tutte le informazioni
per organizzare vacanze, viaggi, week-end, prenotare hotel,
alberghi, appartamenti, alloggi, traghetti, crociere,
voli low cost, noleggiare auto, motorini, biciclette.

Contatti - © 2005-2008 Scrittura.org - Tutti i contenuti di Viaggioinitalia.info sono proprietà letteraria riservata
e protetti dal diritto di autore. Per le condizioni di utilizzo leggete questa pagina.

Credits: GraficiGraficia

Clicky Web Analytics