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Firenze, Museo degli Uffizi, Sale 42-45Da Roma antica al primo Rinascimento
Sala 42 della NiobeSpezza la cronologia pittorica della galleria, la sala 42 del Museo, in cui si trova il "Gruppo dei Niobìdi", una serie di statue romane, copie di originali ellenistici, rinvenute a Roma nel 1583 ed acquistate dal cardinale Ferdinando dei Medici per la sua villa romana. La sala infatti, decorata con stucchi neoclassici e preziosi rilievi dorati, venne allestita nel 1781 dall'architetto Gaspare Maria Paoletti per ospitare un gruppo di sculture antiche che provenivano da Villa Medici a Roma. Il nome di questo ambiente proviene dal mito greco di Niobe, una madre legata talmente tanto ai suoi 14 figli, da vantarsi paragonandosi a Latona, madre di Apollo e Diana e suscitando così l'ira degli dei, che si vendicarono della donna uccidendo tutti i suoi figli. Fra le altre sculture nella sala è da segnalare il grande cratere neoattico del I secolo.
Sala 43 del Seicento italiano ed europeoQuesta la penultima l'ultima sala della Galleria degli Uffizi e contiene significativi esempi della pittura italiana ed estera del Seicento, anche se i suoi dipinti costituiscono solo una piccola selezione della grande raccolta che attualmente è divisa tra la Galleria Palatina, il Corridoio Vasariano e le sale del primo piano degli Uffizi. Tra gli italiani spiccano le opere degli emiliani Annibale Carracci, Domenichino, Guercino, il fiorentino Sigismondo Coccapani e il genovese Bernardo Strozzi. Per quanto riguarda gli stranieri, tra i francesi sono esposte le opere di Jean Baptiste Siméon Chardin, Jean Marc Nattier, Jean Etienne Liotard e Claude Lorrain, uno dei maggiori paesaggisti del secolo, con il suo straordinario "Porto con Villa Medici".
Sala del CaravaggioQuesta sala ospita le opere giovanili del geniale Caravaggio, alcune tra le più famose e suggestive, con la possibilità anche di poterle confrontare con i lavori degli artisti a lui successivi ed impegnati nella riproduzione di temi simili. Sulla parete di fondo spiccano "il Bacco", molto attento ai particolari come si evince dalla raffigurazione dei frutti e il "Sacrificio di Isacco" realistico e cruento nella rappresentazione delle figure. Ma il dipinto che certamente testimonia più sentimento e violenza è la celebre "Medusa", in cui la testa della medusa, dall'espressione terrorizzata, viene mozzata dall'eroe Perseo ed esibita su uno scudo rotondo. Nella sala dedicata al Caravaggio, sono inoltre conservati altri artisti che riprendono la drammaticità dei temi tipici del maestro, come Artemisia Gentileschi, con la sua "Giuditta decapita Oloferne" o Battistello Caracciolo qui presente con "Salomè con la testa del Battista". Invece di impronta più classica sono le opere di Annibale Carracci, qui rappresentato con la " Venere" (o Baccante) del 1588 e del napoletano Salvator Rosa con il suo "Paesaggio con figure".
Sala 44 di Rembrandt e dei Fiamminghi del SeicentoLa sala 44 della Galleria è rivolta alla pittura olandese del Seicento, con la raccolta di opere che, anche se costituiscono solo una parte della selezione, sono comunque sufficienti a documentare sulla varietà dei generi tipici di quella scuola: la veduta, il paesaggio, gli interni domestici, la natura morta. Il maestro più importante di questa corrente fu senz'altro Rembrandt, a cui appunto la saletta è dedicata, qui presente con due dei tanti "Autoritratti" da lui realizzati uno del 1634 e l'altro del 1660 e un "Ritratto di vecchio" in cui è tipica la sua ricerca della psicologia del personaggio. Gli altri artisti qui rappresentanti hanno dedicato i soggetti dei loro dipinti alla natura e alle cose quotidiane della vita, come Jan Bruegel il Vecchio con "Paesaggio con guado", Hercules Seghers con "Paesaggio montuoso", Jacob van Ruysdael con "Paesaggi", Rachel Ruysch con "Frutta" e Jan Steen con "Colazione".
Gabinetto dei disegni e delle stampeAl secondo piano della Galleria, si trova la sala della raccolta grafiche che fu iniziata dal cardinale Leopoldo de' Medici e qui trasferita intorno al 1700. La collezione comprende circa 120.000 disegni e stampe datate dalla fine del Trecento al XX secolo e appartenenti ai grandi maestri toscani, da Leonardo a Michelangelo, grazie ai quali si è potuto stabilire il percorso creativo di un'opera, attraverso gli schizzi, le copie antiche o i disegni preparatori.
Sala 45 del Settecento italiano ed europeoDipinti di diversi pittori italiani e stranieri contribuiscono a suggerire un'idea del ricco e variato Settecento europeo. Tra gli italiani non potevano mancare, per la fama universale che circondò il loro lavoro, i pittori veneti Giambattista Tiepolo con “Storie di Rinaldo” e Canaletto con “Quattro Vedute”, a cui si aggiungono Giuseppe Maria Crespi con “Famiglia del pittore”, Alessandro Magnasco con “Refezione di zingari”, Francesco Guardi con “Capricci”, Alessandro Longhi con “Ritratto di magistrato e Gentildonna veneziana”. Tra gli spagnoli presenti in sala troviamo Francisco Goya con “Ritratto della contessa di Chinchòn”. Da qui è possibile inoltre accedere alla terrazza sopra la Loggia dei Lanzi, ottimo punto di osservazione per Piazza della Signoria, Palazzo Vecchio e la Cupola del Brunelleschi. |
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