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Firenze, Palazzo VecchioUn simbolo di Firenze
Cappella La cappella del Palazzo è intitolata ai santi Cosma e Damiano, protettori della famiglia Medici. Anticamente l’altare era ornato dalla “Madonna dell'Impannata” di Raffaello, oggi conservata nella Galleria Palatina di Palazzo Pitti e sostituita nella sala da una copia.
Sala di Clemente VII Il locale di Clemente VII è dedicato all'altro papa mediceo, che è raffigurato al centro del soffitto mentre incorona Carlo V. Negli ovali e nei rettangoli attorno, invece, ci sono le scene della vita del papa e di altri personaggi.
Il Ricetto Il Ricetto è un ambiente che si trova sul lato opposto al primo piano ed è caratterizzato da una volta affrescata nel 1565 da Lorenzo Sabatini con figure allegoriche, imprese e stemmi medicei e imperiali.
La Sala dei Dugento Proprio sul ricetto, si affaccia la Sala dei Dugento, che oggi è il luogo dove si riunisce il consiglio comunale di Firenze. Questa sala appartiene alla parte più antica del palazzo, quella trecentesca ed è decorata dal soffitto a cassettoni intagliato con le armi di Firenze, opera di Giuliano e Benedetto da Maiano.
Sala degli Otto Dalla Sala degli Otto si accede ad un passaggio con un'antica scala, dove si trova una lunetta con l’”Annunciazione”, di Marco da Faenza.
Secondo pianoIl secondo piano di Palazzo Vecchio, a cui si accede da uno scalone monumentale progettato dal Vasari, contiene: Il “Quartiere degli Elementi”, che anticamente era la zona privata di Cosimo I, dedicata appunto agli elementi Aria, Acqua, Terra e Fuoco; Il “Quartiere di Eleonora”, che un tempo era abitato da Eleonora di Toledo, con immagini di Cosimo Bartoli, che si collegano a quelle del primo piano.
Quartiere degli Elementi Consiste in cinque sale e due loggiati, che anticamente erano l’appartamento privato di Cosimo I. Le sue decorazioni sono state eseguite da Vasari, Cristofano Gherardi detto il Doceno e Marco da Faenza e proprio sulle pareti ci sono gli affreschi allegorici. La Sala più importante di questa parte di Palazzo Vecchio è La Sala di Ercole, con soffitto a cassettoni raffigurante “Le dodici fatiche di Ercole”, presenta la rinascimentale e celebre "Madonna dell'Ufo", chiamata così, per un oggetto volante non identificabile dipinto sullo sfondo, che rappresenta una delle fonti iconografiche antiche più citate nel campo dell'ufologia. La Terrazza di Saturno è l’ambiente che chiude il Quartieri degli Elementi di Cosimo I. Si tratta di un panoramico loggiato che si affaccia su Firenze e sui suoi monumenti più belli.
Quartiere di Eleonora Questo ambiente, progettato da Vasari per la moglie di Cosimo I, Eleonora di Toledo da cui prende il nome, si affaccia, da un lato, su grandi finestre da cui si può ammirare il primo tratto del Corridoio Vasariano che da Palazzo Vecchio si dirige negli Uffizi. La prima sala è la Camera Verde, così chiamata per il colore delle pareti, un tempo decorate da paesaggi. Invece i decori del soffitto, con lo stemma Medici-Toledo sono opera di Ridolfo del Ghirlandaio. Le stanze successive, originariamente usate dai Priori e dal Gonfaloniere, furono poi rinnovate dal Vasari, Stradano e Battista Botticelli. Il loro tema iconografico riguarda le vite di donne famose, le cui virtù alludevano a quelle di Eleonora.
Cappella dei Priori o della Signoria La Cappella dei Priori o della Signoria contiene un reliquario di San Bernardo a cui è dedicata. E'ì chiamata così perché i Priori qui venivano a supplicare l'aiuto divino nell'espletamento del loro ufficio. Ma questa cappella è anche il luogo in cui Girolamo Savonarola recitò la sua ultima preghiera prima di essere bruciato vivo in piazza della Signoria. Una delle meraviglie di questa sala sono i suoi affreschi alle pareti ed al soffitto, imitanti mosaici in oro, opera di Ridolfo del Ghirlandaio, come la “Trinità con angeli e cherubini”, “l'Annunciazione” sulla parete di fronte all'altare, o “l'Apparizione della Vergine a san Bernardo” sull’altra lunetta. Invece, sull'altare è presente un dipinto della “Sacra Famiglia” di Mariano Graziadei da Pescia, allievo di Ridolfo Ghirlandaio.
Sala dell'Udienza La Sala dell'Udienza o Sala della Giustizia era utilizzata anticamente per ospitare gli incontri dei sei Priori. Il tetto a botte, laminato con oro puro, è opera di Giuliano da Maiano.
Sala dei Gigli Il nome di questa stanza non deriva dal giglio fiorentino, ma dal fleur-de-lys, emblema della corona di Francia, che si distingue dal blasone fiorentino per l'assenza degli stami e per i colori oro/blu invece di rosso/argento. Tale omaggio fu un ringraziamento e un tributo di fedeltà agli Angiò, protettori della parte guelfa.
Stanza delle Mappe geografiche o del Guardaroba La Sala delle mappe geografiche o del Guardaroba, o degli Armadi, è la stanza dove i Granduchi medicei custodivano i loro beni preziosi. La parte architettonica è opera del Vasari, mentre i mobili ed il soffitto di Dionigi Nigetti. Di notevole interesse storico e geografico sono le porte degli stipetti decorate con “53 Mappe di interesse scientifico”, dipinti ad olio del frate domenicano Ignazio Danti e Stefano Buonsignori. Gli stessi realizzarono anche il celebre globo “Mappa mundi”, posto al centro della sala, che quando venne realizzato nel 1581 era il più grande del mondo.
La sala da pranzo Ospita l'opera forse più famosa della collezione, il “Ritratto di Laura Battiferri” (moglie dell'Ammannati) di Agnolo Bronzino. Ma qui si trovano anche altre opere di manieristi.
Informazioni per la visitaGiorni di chiusura: Orario di apertura: 9.00-19.00 9.00-14.00 Giovedì e giorni festivi infrasettimanali Costo del biglietto: € 6,00 Intero € 4,50 Ridotto giovani 18-25 e anziani oltre 65 anni € 2,00 Ridotto ragazzi 3-17 anni e scolaresche con prenotazione € 14,00 Famiglia (4 persone) € 16,00 Famiglia (5 persone) |
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