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San Gimignano, la Città delle Torri

 

La Manhattan del Medioevo

Chi arriva a San Gimignano percorrendo la strada che parte da Poggibonsi, vede le 15 torri della città comparire come un miraggio. A prima vista si fa fatica a credere che tra quelle dolci colline possa ergersi un borgo così splendidamente intatto e così maestoso da imporsi alla vista da molti chilometri di distanza. Pensiamo all'effetto scenografico

che doveva fare su un

viaggiatore del Medioevo, quando San Gimignano aveva 72 torri, tanto da essere stata ribatezzata oggi "Manhattan del Medioevo". Ne restano solo 15, ma questo non toglie nulla allo splendore di questo borgo conosciuto in tutto il mondo.

 

Un po' di storia di San Gimignano

Gli avvenimenti storici più significativi di San Gimignano cominciano intorno al X secolo, quando la città prese il nome del Santo Vescovo di Modena, San Gimignano appunto, che avrebbe protetto il borgo dalle invasioni barbariche. Si racconta infatti che la città invocò il santo e che lui prestò aiuto alla città comparendo miracolosamente sulle mura. Nel 1199 San Gimignano divenne Comune libero combattendo contro i Vescovi di Volterra ed i comuni confinanti, subendo lotte interne al suo stesso grembo con conseguenti scissioni in due fazioni: gli Ardinghelli, guelfi, e i Salvucci, ghibellini. Ospite d’onore di questa cittadella fu Dante che l’8 maggio del 1300 si recò a San Gimignano come ambasciatore della lega guelfa in Toscana. Momenti duri e difficili invece si verificarono nel 1348 con la peste, che causò un grave spopolamento. San Gimignano ebbe un crollo economico e dovette sottomettersi a Firenze. Dalla miseria e dall’abbandono in cui piombò la città nei secoli successivi si cominciò ad uscire soltanto quando si riscoprirono la sua bellezza e la sua importanza a livello culturale.

 

Percorrere il borgo di San Gimignano

L'accesso a San Gimignano avviene da una delle due porte della città: San Giovanni o San Matteo. La maestosa Porta San Giovanni è la più importante. Si trova nel punto più a Sud della città dove accedevano le persone che provenivano da Siena. Fu portata a termine nel 1262 ed è caratterizzata da un arco ribassato in stile senese. Innanzi alla porta è situato il piazzale dei Martiri di Montemaggio, dove anticamente sorgeva il distrutto convento di San Francesco. Una strada in salita taglia in due la cittadina, passando in mezzo a palazzi medievali perfettamente conservati lungo il quale oggi si snodano le botteghe di souvenir e i percorsi dei turisti. Il percorso conduce sempre alla Piazza del Duomo o alla scenografica Piazza della Cisterna.

 

Il Duomo o Collegiata

Il Duomo, consacrato nel 1148, è organizzato su tre navate ed è abbellito da meravigliosi affreschi di scuola senese come il Vecchio e il Nuovo Testamento, il Giudizio Universale, le Storie di Santa Fina e altri ancora. All’ingresso, nella navata centrale, ci sono le due celebri statue lignee di Jacopo della Quercia proprio accanto all'affresco "Martirio di San Sebastiano" di Benozzo Gozzoli. Nella parete superiore della navata centrale ci sono gli affreschi di Taddeo di Bartolo raffiguranti il Giudizio Universale. Nella navata di destra si apre la famosa Cappella di Santa Fina del 1468, tesoro di maggior pregio del Duomo, con i suoi affreschi di Domenico Ghirlandaio raffiguranti S. Gregorio che annuncia a S. Fina la sua morte.

 

Il Palazzo Comunale di San Gimignano

Il Palazzo Comunale, che oggi è sede del municipio, svolge anche una funzione di Pinacoteca e Museo Civico. Dal Palazzo si accede alla Torre Grossa edificata nel 1311 e alta 54 metri, dalla quale si gode una meravigliosa e avvolgente vista della città.

Il Museo Civico è ricco di dipinti della scuola fiorentina e senese del tredicesimo secolo come il Crocefisso dipinto da Coppo di Marcovaldo, del quattordicesimo secolo come i trittici di Niccolò Tegliacci e di Taddeo di Bartolo, inoltre importanti opere del quattrocento di Domenico Michelino, Pinturicchio e Filippino Lippi . Nelle sale del palazzo troviamo vari affreschi sulle pareti, come le scene di vita privata dipinte da Memmo di Filippuccio e la Maestà dipinta da Lippo Memmi. Ingresso € 4,00 a persona.

 

La Chiesa di Sant'Agostino

Da Porta San Matteo si raggiunge la Chiesa di Sant’Agostino con una facciata molto sobria ma con interno ricchi e spettacolari. A Benozzo Gozzoli si deve il meraviglioso ciclo di affreschi, eseguito nel 1464-65, nella cappella maggiore, che ritraggono episodi della vita di Sant’Agostino.

 

I musei di San Gimignano

Oltre al Museo Civico ospitato nel Palazzo Pubblico, tra i musei più significativi ci sono il Museo d’arte Sacra con le sue bellissime tele, tavole e argenterie, provenienti da chiese e conventi soppressi, e il Museo Archeologico che espone reperti archeologici etruschi, medievali e romani, originari di scavi avvenuti proprio sul territorio. Infine da non perdere il più importante spazio espositivo della città, che è la Galleria di Arte Moderna e Contemporanea “R. De Grada”, e la particolarissima Spezieria di Santa Fina, che riproduce lo spazio di un’antica farmacia, con i contenitori di ceramica e vetro ed i medicamenti. Questi musei possono essere visitati con un biglietto unico da 5,50 €. Tra i musei di San Gimignano è certamente da segnalare il Museo della Tortura e della pena di morte. In questo museo si ripercorre l’inquietante storia della tortura e dei suoi impressionanti congegni del dolore. Più di 100 strumenti di morte e di tortura sono custoditi in questo museo, che esibisce anche strumenti rari risalenti al XVI e XVII sec. come la Vergine di Norimberga, il Banco di Stiramento, la Ghigliottina, la Cintura di Castità e la Sedia Inquisitoria.

 

Artigianato e antichi sapori di San Gimignano

Molti sono i negozietti caratteristici in cui acquistare i tipici prodotti della genuina gastronomia toscana come i cavallucci, i riciarelli e il panforte. Lungo le stradine della cittadina si susseguono negozi che vendono saporite e profumate salsicce e carne di cinghiale; nella Piazza della Cisterna non bisogna lasciarsi sfuggire uno dei migliori gelati (Bar Piazza) di tutta Italia. Comprare una bottiglia di Vernaccia è d'obbligo, vino famoso già citato nella Divina Commedia. Oltre ai prodotti alimentari, i turisti saranno attratti anche dalle bellissime ceramiche artistiche toscane, l'alabastro e altri oggetti rari e preziosi dipinti a mano. Non dimenticate di portare a casa una bustina di zafferano, che a San Gimignano ha un valore molto particolare. Il suo ruolo di primo piano nella storia dell’economia di questa città è testimoniato dal fatto che quando il Comune nel 1228 fu costretto a pagare i debiti contratti nel corso dell’assedio al Castello della Nera, regolò i suoi conti non solo con il danaro ma anche con lo zafferano. Oggi è in vendita nei negozi a peso d'oro.

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